Tuesday, 06 December, 2022

 

Intervento seduta monotematica Alto Calore


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Delibera n. 32/2019
Seduta del 18 novembre 2019

Presidente, Sindaco, Assessori, Consigliere e Consiglieri, noi questa sera dovremmo essere tranquilli perché appunto nel 2016 quest’Aula impegnava il Sindaco, e voglio ripeterlo, a rispettare la volontà dei Cittadini espressa dal Referendum, valorizzando nel contempo le risorse materiali e immateriali dell’ACS S.p.A. e proponendo all’Assemblea dei Sindaci dell’ACS nel Consiglio di Distretto un modello societario e gestionale, che abbia natura giuridica esclusivamente pubblica.

Questo per noi dovrebbe essere motivo di garanzia e soprattutto dovrebbe farci stare tranquilli sul fatto che il Comune di Avellino con i suoi delegati nell’Ente Idrico e con i suoi partecipanti all’Assemblea dell’Alto Calore non possono che seguire questo preciso indirizzo, altrimenti se questa Amministrazione volesse seguire un altro indirizzo dovrebbe pur certo ritornare in quest’Aula e chiedere insomma di potersi muovere diversamente.

Perché, guardate, le persone che hanno votato nel Referendum del 2011 tra l’altro uno degli ultimi Referendum, che effettivamente ha visto una partecipazione reale e sentita da parte di tantissimi Cittadini, ha voluto sancire in una precisa stagione politica, la necessità di ribadire non solo che, come hanno detto anche in precedenza altri Consiglieri, l’acqua dovesse considerata un bene comune e andasse gestita, quindi la gestione pubblica, ma che non potevamo prescindere con questo ragionamento per guardare ovviamente in ottica futura.

Noi non più di 2 mesi fa abbiamo votato in quest’Aula la dichiarazione di emergenza climatica e ambientale, che andava proprio in questa stessa direzione, non possiamo pensare che le azioni che facciamo oggi non ricadano e non abbiamo la responsabilità insomma di ciò che accadrà domani e quindi è normale che soprattutto per un tema così importante, come quello della risorsa idrica e della sua gestione che, ribadiamo, vogliamo che resti pubblica, non possiamo non tenerne in considerazione e non impegnarci in prima persona a provare a fare tutto il possibile per far sì che questa non diventi l’ennesima operazione politica per smantellare un patrimonio, un patrimonio prima di tutto reale e concreto, che è quello dell’acqua, e poi anche un patrimonio ovviamente fatto di know-how e fatto di esperienza pluridecennale.

In quella stessa stagione mi ricordo che alle bottiglie d’acqua, che ancora vediamo in questo Consiglio, si promuoveva l’utilizzo dell’acqua del Sindaco per dire quanto questa risorsa sia considerata al bene talmente primario e talmente principale, tale, diciamo, da darne non la paternità, ma una gestione da buon padre di famiglia ai primi Cittadini, che ovviamente sono i primi responsabili all’interno di una Comunità ed è per questo che noi non possiamo esimerci dal chiedere e dal pretendere che la gestione di questa risorsa continui a rimanere pubblica.

Continui a rimanere pubblica in che senso? Ovviamente cercando di lavorare e cercando di fare tutti gli sforzi possibili per cui gli errori del passato vengano risistemati e soprattutto si cerchi di lavorare insieme agli altri Comuni per realizzare, per mettere nero su bianco, quali sono le volontà politiche non solo dei Comuni che attualmente sono soci di Alto Calore, ma più in generale in una visione ancora più a ampio raggio con tutti i Comuni della nostra Provincia e non solo.

Perché se il problema è stato politico negli ultimi decenni la soluzione può, e deve, essere politica e non si tratta di nomi e di cariche, ma come sappiamo appunto il Comune di Avellino ha il 10%… Più del 10%, la Provincia ha più del 15%, insieme agli altri Comuni siamo noi a fare queste nomine e queste nomine devono essere fatte attraverso ovviamente dei criteri, che possano reggere le volontà dei soci, quali sono le volontà dei soci? Qualcuno oggi sa risponderci chiaramente i soci di Alto Calore che cosa vogliono?

Il Comune di Avellino dovrebbe non solo in sede assembleare, anche in sedi informali o comunque momenti informali ma in sedi istituzionali, provare a sollecitare una risposta in questo senso, se noi vogliamo essere guida di questa Provincia dobbiamo esserlo in tutto, dobbiamo esserlo anche nella proposizione e nella ricerca di soluzioni possibili da poter adottare e soprattutto soluzioni sostenibili, perché, diciamoci la verità, oggi se facciamo fatica a difendere Alto Calore nonostante ci crediamo e nonostante vogliamo difenderla è perché continuiamo a scontrarci con l’oggettività che intere famiglie per settimane restano senza risorsa idrica, ma dobbiamo dirci la verità, il problema è di Alto Calore in sé, dell’istituzione Alto Calore o della gestione che abbiamo avuto negli ultimi anni?

E questa gestione noi ovviamente possiamo metterla a valore, se sappiamo insieme darci una prospettiva e soprattutto pensare a come possiamo risolvere il problema, che non è certo di risoluzione semplice, che è normale che richiede sacrifici, ma più che parlare soltanto alle Istituzioni noi dovremmo parlare ai Cittadini e dovremmo provare a spiegargli che cosa significa oggi salvare Alto Calore, che cosa significa oggi garantire una gestione della risorsa pubblica perché significa per quelle Comunità e per questi territori poter avere ovviamente una maggiore capacità di controllo, una maggiore capacità di indirizzo, a differenza di spostare la governance in altri luoghi, spostare la governance in altri territori, fuori Provincia se non addirittura fuori Regione.

E quindi dobbiamo chiari nel dire se vogliamo assumere questo ruolo di guida, se vogliamo assumere questo ruolo di indirizzo, se vogliamo farci portavoce di un’istanza che non è solo dei nostri Cittadini, un’istanza che è dei Cittadini dell’intera Provincia, ma soprattutto per provare a dare una prospettiva e una speranza e un futuro non a Alto Calore, non solo a Alto Calore, ma alla nostra Comunità che ci chiede che la maggiore risorsa di questo territorio venga tutelata e valorizzata e questo non può farlo ovviamente se non una gestione totalmente pubblica.

Quindi richiamando l’impegno di questo Consiglio nel 2016, rinnovando l’impegno di questo Consiglio, anzi io auspico, come già detto prima da altri Consiglieri che al termine di questa discussione ci possa essere un momento in cui anche questo Consiglio, anche questo nuovo Consiglio possa deliberare in tal senso e quindi impegnando la nostra Città a farsi portavoce di quelle istanze, che altrimenti resterebbero inascoltate e offrirebbero la sponda per altri giochi, che non vogliamo più vedere.

Noi siamo convinti che tutti parlano di Alto Calore ormai da tantissimi anni e probabilmente forse qualcuno ha fatto determinate… Si è preso la responsabilità di lavorare in certi sensi non tanto per preservarne l’acqua pubblica, ma forse per aprire ai privati e noi dobbiamo assolutamente contrastarlo e quindi fare tutto quello che è nelle nostre possibilità per far sì che la gestione dell’acqua in Provincia di Avellino resti pubblica.

DICHIARAZIONE DI VOTO SULLA MOZIONE NON APPROVATA

Ovviamente la valutazione nel merito della proposta che abbiamo firmato è assolutamente favorevole, anche perché non è come si immagina che tratta soltanto argomenti di principio sui quali vogliamo ritrovare l’unanimità dell’Aula, ma riguarda questioni anche in prospettiva su che ciò che vogliamo e vorremmo tentare di fare.

Non conosciamo, diciamo, nei dettagli quella che sarà presentata dopo, ma possiamo dire che, anzi lo diciamo pubblicamente alla Città “diffidate da frasi dove si parla di cambio gestionale quando a essere cambiata è solo una persona”, se conserviamo un Amministratore unico che sia un nome o che sia un altro la governance resta la stessa, il modello di gestione resto lo stesso.

Allora proviamo a andare più a fondo rispetto alle questioni, che sono state discusse quest’oggi in quest’Aula, e proviamo quindi a ritrovarci attorno a delle posizioni comuni, anche perché lo sappiamo bene, abbiamo soltanto poco più del 10% e quindi forse anche, diciamo, dichiarazioni e conclusioni affrettate, nelle quali ovviamente quest’Aula ha tutti i poteri per farlo, ma è un’opportunità politica che deve valutare, potrebbero essere sconfessate dal restante 90%.

Noi invece dovremmo essere bravi a costruire alleanze con gli altri Comuni per far sì che una posizione di Maggioranza e possa essere maggioritaria all’interno dell’Assemblea dell’Alto Calore e possa essere davvero e effettivamente utile a cambiare lo stato di cose e non possa essere un semplice specchietto per le allodole di chi vuole cambiare tutto per non cambiare niente.

DICHIARAZIONE DI VOTO SULLA MOZIONE APPROVATA

È evidente come la distinzione che per molti versi può sembrare minima, invece diventa sostanziale, io penso che ci sono diverse persone in questa Sala che forse qualche pietra la possono scagliare perché non hanno mai avuto niente a che fare con l’Alto Calore se non quello di essere utenti e di pagarne le bollette.

È certo che io mi auguro a questo punto, dopo l’approvazione di questa mozione, che il Sindaco in tempi brevissimi richieda la convocazione e in tempi altrettanto brevi chieda l’azzeramento dei vertici, perché poi noi giustamente siamo legati ad un Piano di Risanamento, che ci deve accompagnare nella richiesta di Cassa Depositi e Prestiti, ma allora a questo punto vorremmo capire quali sono i tempi, chi lo fa questo Piano? Chi lo rifà? Chi lo mette in piedi? Chi sarà colui che sarà disposto a gestire?

L’ho detto prima e lo ripeto, se ci doveva essere un cambio di governance era un conto, se ci doveva essere un cambio di modello gestionale, lo dicono i libri, il cambio gestionale è un’altra cosa, cambiamo… passiamo dall’Amministratore unico a un CdA con un Manager, passiamo a altre centinaia di modelli, che avremmo potuto vedere, fatto sta che adesso vorremmo vedere in tempi rapidi quello che succederà, quello che impegna questo Sindaco e questa Giunta e gli effetti che produrrà.

E perché, lo ripetiamo, il Comune di Avellino auspicavamo che da ruolo centrale nella vicenda politica provinciale e delle sue Comunità rischia di trovarsi o isolata oppure, diciamo, di dar vita poi a soluzioni forse non così tanto condivise, il voto è contrario.

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